le ragioni e le condizioni del comunitarismo
Credo che non sia possibile fondare teoricamente ma solo accordare soggettivamente un privilegio assoluto al punto di vista dell'individuo, della comunità o della parte. Non c'è dubbio che l'uomo sia un animale sociale ma all'interno di una società data può, di volta in volta, storicamente prevalere uno solo o solamente due di questi tre possibili punti di vista. Definita la politica come l'attività mirante a perseguire determinati obiettivi attraverso l'uso pubblico della ragione, mi sembra molto più interessante porsi quest'altra questione: date determinate condizioni storiche qual è tra questi tre il punto di vista che rende possibile o che favorisce maggiormente l'attività politica nel senso sopra definito? E' possibile ipotizzare che mancando determinate condizioni di sistema sia impossibile all'individuo (o alla parte) il perseguire politicamente i propri obiettivi. Può verificarsi cioè che risulti manifesta l'impossibilità di perseguire qualsiasi interesse particolare senza prioritariamente prendere in considerazione una riforma complessiva del sistema. Ecco quindi che il prevalere del punto di vista comunitario diventa condizione indispensabile perché continui a esistere la politica, nel senso sopra inteso. Inoltre, se consideriamo la ragione (come dovrebbe essere secondo me) solo come uno strumento a disposizione dei desideri/bisogni di chi la esercita, può verificarsi che l'adozione di un punto di vista comunitario diventi condizione indispensabile anche per l' esercizio pubblico della stessa.
Commenti
Posta un commento