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sigaretta elettronica

Il giorno dopo che i miei sono tornati giù ho ripreso ad utilizzare la sigaretta elettronica invece del tabacco. Scontati i vantaggi: minor prezzo, nessun danno fisico, niente pezzetti di cartina e tabacco sparsi un po' dovunque. L'assenza di fumo e di una specifica gestualità propria di questo strumento rende più asettico ma anche più essenziale il rapporto tra il fumatore (svapatore) e la nicotina, poca rilevanza avendo, almeno nel mio caso, l'aroma.  Resta aperta la questione: il piacere che uno svapatore riceve dall'assunzione di nicotina deriva in modo diretto dall'azione di questa sostanza o deriva piuttosto dal fatto che tale assunzione fa temporaneamente cessare lo stato di bisogno e di indefinito disagio causato dall'astinenza ?  In altre parole: il piacere di fumare (o di svapare) è un piacere positivo o è un piacere negativo, cioè una semplice cessazione di dolore (1) ?  (1) per Schopenhauer tutti i piaceri sono negativi. 

registro elettronico

Grande! Ho finito di sistemare il registro elettronico che quest'anno non avevo ancora degnato di un minimo di attenzione. Anche se è un duplicato di quello cartaceo, spero di aggiornarlo quotidianamente perché mi sono reso conto che ciò mi permette di essere può consapevole del mio lavoro. E' strano come le cose che scrivo acquistino per me valore e significato solo quando sono trasferite su un supporto digitale. Che ciò derivi dalla mia pessima grafia ?

alla ricerca del senso

supponiamo in questa fase che  "senso" sia sinonimo di motivazione. Gli psicologi distinguono due tipi di motivazione: intrinseca ed estrinseca. Nel primo tipo uno fa una cosa solo per il piacere di farla, nel secondo tipo uno la fa in vista di un obiettivo. Segue che affinché la vita abbia un senso un dovrebbe fare sempre (o almeno molto spesso) o delle cose che gli piacciono o delle cose che, pur non piacendogli, gli possano permettere di raggiungere degli obiettivi da lui desiderati. Ma l'insieme degli obiettivi che un soggetto persegue deve avere una certa omogeinità, insomma questi obiettivi devono poter essere disposti in determinate categorie valoriali tra loro non autoescludentesi. 

il gioco delle pietre e delle foglie

I bambini, lasciati liberi nel cortile della scuola, organizzano spontaneamente un gioco a squadre che consiste nell' ammonticchiare quante più pietre possibili e di nasconderle sotto un cumulo di foglie. Sono permessi i furti ma solo quando la squadra/classe "proprietaria" del mucchio di pietre non se ne accorge. Capita spesso che alcuni bambini si proclamino guardiani e comincino ad aggirarsi con un bastone in mano intorno al tesoro. Senonché, proprio questo modo di fare attira l'attenzione delle squadre avversarie che non avranno che da aspettare che la classe a cui appartengono i guardiani rientri in aula. Non si vince niente tranne il piacere di sentirsi parte per qualche tempo della classe che vanta il mucchio più cospicuo. 

il senso

Nei nostri momenti di melanconia esistenziale il dolore di vivere ci si rappresenta come una sensazione di mancanza di senso.  Annaspiamo nel vuoto alla ricerca di qualcosa che non riusciamo neanche a immaginare. Al contrario, quando stiamo bene, non ci poniamo mai domande riguardo al senso di ciò che stiamo facendo. Che cosa notevole.

completamente felice ?

 Non voglio niente, non ho né desideri né aspirazioni, né bisogni impellenti. Sono dunque felice ?